BACIARE

SPIN-OFF DI FAREDIRE

27/08/2006

TARTINE

 

 

QUATTRO LABORATORI DI PASTICCERIA

 

 

1)   TARTINE D’ARTISTA

Erede del Camp, del Dadaismo e del Cannibalismo nasce oggi una nuova corrente artistica: il Tartinismo. Un laboratorio d’Arte Istantanea in cui vengono riprodotte e divorate le più significative opere della produzione contemporanea, realizzate in forma di tartine. Il Tartinismo introietta, rielabora, condisce e digerisce le avanguardie del ventesimo secolo, adottando concetti, stili e tecniche dell’Espressionismo, del Cubismo, del Surrealismo, della pittura Metafisica, dell’Astrattismo, dell’Eclettismo, del Pompier, della Pop-art, del Seriale, del Trash e del Pulp.

 Emanazione del gusto Preraffaellita e No-global per il lavoro artigianale, è Architettura Organica e Post-moderna, è opera classica ad olio per la presenza costante di maionese, è Infantile, Contadina, Localista, Naife; è Arte Povera che utilizza i materiali della cucina quotidiana ed i suoi scarti, è Body-art con destino scatologico alla Piero Manzoni; è Nomade, Caricaturale, Miniaturista, Cinetica, Minimalista, Iper-realista, Concettuale, Etnica, aromatica, calorica e fragrante. Rispettosa dei dettami del Manifesto della cucina Futurista, è Arte Totale capace di coinvolgere i cinque sensi ed è infine smile food, punto d’incontro tra l’Informale fast food e il Primitivista slow food.

 

PICASSO

   Fare un rettangolo composto da sei tartine, con fondo spalmato irregolarmente per mezzo di spatolate a due colori. Realizzare un volto femminile irregolare con uova sode, carote, peperoni rossi, ecc…

 

WARHOL

  Spalmare sei tartine con sei salse diverse dai colori vivaci (coloranti). Disporre su ogni tartina tre fette di albume sodo. Sostituire quasi tutti i cerchi di tuorlo con dischi di vario colore ricavati da formaggi e verdure

 

MONDRIAN

  Fondo nero o bianco con paté di olive o maionese. Sovrapporre quadrati e rettangoli fatti con sottilette, peperoni, melanzane, patate…

ENRICO BAJ

  Spalmare il fondo delle tartine con una salsa chiara composta di maionese e salsa verde. Creare la faccia con una sottiletta, ritagliando un foro rettangolare sbilenco per realizzare la bocca. Aggiungere: i capelli fatti con l’insalata tagliata a striscioline arricciate; il naso di carota sott’aceto, i denti con piccoli rettangoli di sottiletta o chicchi di riso soffiato; infine gli occhi sovrapponendo a due fettine di cetriolo i capperi……..

ecc.....

 

 

 

2) TARTINE ALCHEMICHE e TRAMEZZINI  ERMETICI

 

Il “Cucchiaio d’oro” dell’alchimia in cucina è la divinazione degli ingredienti; in essa non c’è cuciniere che non sogni le “essenze”, gli “spiriti”, i “succhi vitali”. In questo senso è anche il rito di nascita della cucina come scienza sperimentale, una cucina votata, soprattutto alla ricerca del principio ermetico degli alimenti. Insomma, l’obiettivo dei partecipanti sarà quello di estrarre dalla materia il suo succo vitale, l’essenza, la quintessenza e finanche “la forte forza di tutte le forze”.

 La struttura delle salse, i fondi, gli insaccati, i sott’olio, finiscono così per seguire il “cammino” del lavoro alchemico. Da subito vediamo l’opera in nero, la cui prima tappa è la mortificazione degli ingredienti. Per essere saporita, la carne dei salumi dev’ essere “mortificata”, solo a questo punto si ha la necessaria liquefazione della sostanza, la dissoluzione della materia. Dopo quest’opera in nero viene l’opera in bianco.

 Comincia con un processo di sublimazione attraverso il quale il materiale terrestre si trasforma in acqua e in aria. Sul “fuoco” delle divinazioni rituali inevitabilmente questo liquido subisce una “combustione lenta e controllata”.

La nostra tartina, dopo essere stata legata, sarà elaborata a “piccolo fuoco” alchemico. A questo stadio dell’operazione con la scienza dell’alchimia si ottiene la panacea, nel laboratorio gastronomico, invece, un capolavoro di sapori. (L’opera in nero e quella in bianco sono tappe del processo alchemico di fabbricazione delle “panacee”, la terza e ultima tappa è quella dell’opera in rosso.)

 L’analogia tra cucina e alchimia non si riduce a una somiglianza di procedure o di ricette per salse, ma investe anche il senso magico di questi due “fare”. Detto altrimenti, l’arte delle tartine alchemiche partecipa al progresso dello spirito umano.

Facciamo alcuni esempi:

 

INCANTO SIMPATETICO DELLA BELLEZZA.

 Mettere nei capelli un po’ di rosmarino e annusare un rametto di rosmarino. Scrivere il proprio nome in rosso su carta commestibile, appoggiarlo sulla tartina realizzata e porgere a fianco un po’ del rosmarino annusato.

 

VUDU’ CONTRO LA MALINCONIA.

 Creare un cerchio di peperone giallo, passarlo sulla fiamma di una candela, soffiare via il fumo e sistemare il cerchio sulla tartina.

 Porre al centro l’immagine stilizzata del demone da scacciare e intervenire ripetutamente con gli stuzzicadenti.

 

RISOLLEVARE LO SPIRITO.

 Creare  sulla salsa di base una lettera dell’alfabeto coi fagiolini, farla roteare di 360° con uno stuzzicadenti in senso antiorario, pronunciando il nome della persona indicata dalla lettera. Proseguire nella realizzazione della tartina senza guardarla direttamente ma attraverso uno specchio……

 

3) TARTINE ARALDICHE

 

Il tartinismo araldico è la scienza del blasone gastronomico, cioè lo studio degli stemmi alimentari. In altre parole è quel settore del sapere culinario che ha lo scopo di individuare, riconoscere, descrivere, catalogare gli alimenti  utilizzati per identificare in modo certo una persona, una famiglia, un gruppo di persone o una istituzione. L’araldica gastronomica vuole dare la possibilità a ciascuno, quale che sia il suo stile o il luogo in cui vive, di produrre un oggetto commestibile che contenga tutte le informazioni essenziali per corrispondere senza alcun errore alla descrizione dello stemma. Evoluzione alimentare del narcisismo, è corredo ideale per realizzare una giocosa schizofrenia ponendosi quale meritevole oggetto di accurate ricerche per una vera e propria Fondazione dedicata a se stessi. E si sa, ogni Fondazione, come ogni Accademia, Comune o Provincia, è dotata di uno stemma!. Se il prodotto è stato fatto secondo le regole araldiche, chiunque conosca tali regole è in grado di ricostruire la esatta descrizione semplicemente guardando la tartina. L'araldica in cucina studia la struttura fondamentale dello "stemma" che è componente principale dello scudo personale. L'araldica riconosce i materiali solo nella loro essenza di materiale astratto e non nel singolo alimento che può essere in realtà utilizzato nei vari casi. Ugualmente non è importante il modo in cui viene disegnata una figura araldica, quale ad esempio una luna, ma la posizione o gli elementi particolari utilizzati come mezzi di identificazione.

 

Le componenti dello stemma

 

Una tartina-stemma ha due componenti: il campo e le figure. Il primo rappresenta lo scudo e può essere di un unico colore (scudo pieno) oppure ripartito in aree distinte, le cosiddette "porzioni", di colore diverso. Le seconde sono tutte quelle forme che possono essere realizzate sul campo.

 

Per potersi inquadrare sullo scudo, questo è stato diviso in 9 zone dette punti dello scudo. Questi punti sono identificati da nomi, che variano di poco secondo gli autori, eccezion fatta per il «punto centrale» (5) detto anche «cuore» o «abisso».

 

Due altri punti sono il «punto d'onore» (H) e l'«ombelico» (N).

Si definisce partizione la divisione regolare in più zone geometriche di un campo, di un carico o di un elemento di una partizione preesistente. Le zone così definite si trovano sullo stesso livello (si considerano « fianco a fianco », a differenza di un carico che si considera « sovrapposto »).

 

Partizioni composte

Partito semitroncato

 

Semipartito troncato

Inquartato

 

Inquartato in Croce di St. Andrea

  

 

Le 4 partizioni di base (chiamate colpi guerrieri) sono:

·        1. il partito

·        2. il troncato

·        3. il trinciato

·        4. il tagliato

Queste partizioni di base possono combinarsi all'infinito

·        5. l'inquartato (molto frequente) = partito troncato

·        6. l'inquartato in croce di S.Andrea = trinciato tagliato

·        7. il gheronato = partito troncato trinciato tagliato (in 2 colori alternati)

 

 

Scudi:

Forme degli scudi · Punti degli scudi

Smalti:

Metalli · Colori · Pellicce · Regola di contrasto dei colori

Linee di contorno

 

Partizioni:

Campo dello scudo · Convenevoli partizioni · Ripartizioni

Pezze:

Pezze onorevoli · Pezze ordinarie

Figure:

Figure naturali · Figure artificiali · Figure chimeriche

Ornamenti esteriori:

Elmo · Corona · Svolazzi · Cercine · Penne · Manto · Cimiero · Motto · Sostegni · Tenenti

 

Figure naturali

Le figure naturali si mettono sul campo libere almeno da due lati, e sono anch'esse numerosissime.

Figure artificiali

Molte derivano dalle arti e dai mestieri. Tutte queste figure hanno naturalmente un significato simbolico, desunto di solito dalle speciali attitudini proprietà, condizioni, o presunti influssi degli oggetti raffigurati, e che originariamente si intendeva attribuire al soggetto titolare dell'insegna (individuo, famiglia o ente sociale)

Figure fantastiche

Vi sono poi figure che derivano dalla mitologia o che sono di pura fantasia come il drago, il liocorno, la sirena, la sfinge, l'aquila bicipite, il centauro, la fenice, l'arpia, l'ippogrifo ed il basilisco.

 

Colori

Il campo dello scudo può essere di uno o più colori. I colori sono anche detti smalti. I colori principali sono quattro, e cioè il rosso, il verde, l'azzurro ed il nero. A questi se ne aggiungono altri tre, detti secondari, e cioè il porpora, la carnagione ed il colore naturale. In Italia si usa anche il campo di cielo, mentre in Inghilterra esistono anche il cannellato, l'aranciato ed il sanguigno. Esistono poi due metalli, e cioè l'argento e l'oro, e due pellicce, e cioè l'ermellino e il vaio.

Smalti, metalli e pellicce

Rosso

 

Azzurro

Verde

 

Porpora

Nero

 

Naturale

Oro

 

Argento

Ermellino

 

Vaio

 

Le corone

La corona è l'altro ornamento fondamentale dell'insegna. Le famiglie nobili usano corone d'oro, formate da un cerchio brunito o arabescato, gemmato, cordonato ai bordi e sostenente i simboli del titolo o della dignità.

 

Riassumendo: nel corso del laboratorio ogni partecipante avrà a disposizione 6 tartine. Una tartina, quella centrale in basso ( fondamentale ), sarà realizzata secondo le regole suddette dello scudo. Sopra questa andrà collocata la tartina che contiene la corona, le piume e il cimiero.

Ai lati di questa verranno realizzate e poste le due tartine che contengono il manto e gli svolazzi.

Ai lati dello scudo, le due tartine che contengono il manto e gli appoggi. E’ possibile infine completare l’opera con una scritta personale realizzata con pennarelli gastronomici su pergamena commestibile.

 

 

 

4) FOCACCE AFRODISIACHE E SPIEDINI TOTEMICI

 

 

focacce afrodisiache

Il vocabolario amoroso e quello gastronomico si intrecciano costantemente. La pelle è di pesca, i capelli un campo di grano, gli occhi a forma di mandorla o color nocciola, la bocca color ciliegia, le labbra polpose, le forme appetitose. Attraverso il binomio cucina-eros si giunge ai cibi afrodisiaci.

Fu dal nome della dea dell'amore (Afrodite) che venne coniato il termine "Afrodisiaco", che sta ad indicare ogni sostanza capace di eccitare o esaltare lo stimolo e il potere sessuale. Sebbene in natura esistano dei veri e propri afrodisiaci in realtà ogni persona può inventarsene alcuni  personali utilizzando le simbologie della tradizione alimentare:

elaborare accompagnati dal profumo dell’incenso

ritualizzare  attraverso il suono della campanella ripetuto 3 volte

stabilire la posizione della stella

definire luna calante e luna crescente

calcolare il codice  cabalistico numerologico personale

utilizzare la simbologia degli alimenti: zenzero, il viaggio;  rosa, l’amore;  miele, il lavoro;  salvia, seppellire l’ascia…….

 

spiedini totemici

 

Lo spiedino è  simbolo di una cultura, un simbolo totemico della comunità . Bisogna quindi distinguere lo spiedino simbolo dallo spiedino cibo. È un totem. Il totemismo (Levi Strauss) è un sistema logico che identifica nel totem gli appartenenti allo stesso gruppo. È quindi fonte di identità sociale. Dal totem hanno origine divieti alimentari e sessuali (non si può mangiare il totem né congiungersi con individui dello stesso gruppo totemico). Regole che la società infrange palesemente: lo spiedino si mangia nonostante sia un totem! È un totemismo imperfetto che rende chiaramente difficile distinguere e articolare tra loro l’identico e il diverso, il maschile e il femminile, ciò che può  e non può essere mangiato. La mitologia e il rituale degli spiedini sono sempre legati alla Mamma (figura femminile estremamente ambigua), una figura emblema della riproduzione ma al tempo stesso, in quanto madre, negazione della sessualità?

Erigere un totem gastronomico vuol dire porre, uno sull’altro, infilzati nello spiedino, gli elementi magici realizzati nel corso del laboratorio, seguendo un percorso “narrativo” fatto di logica, simboli e di gusto personale

1  2  3  4  5  6  7  8       schema cabala semplificato

a  b  c  d  e  u  o  f

i   k  g m  h  v  z  p

q  r   l   t   n  w

j    s      x

y

 

1                                                 numeri magici

2

3

4

5

6

7

8

9

11

22

 

NERO

 

BIANCO (+VERDE)

 

ROSSO

 

ORO

 

 

k FEDELTA’

 

h MARE

 

p    AMORE

 

à  DONNA

 

R UOMO

 

' CANDELA

 

" FORBICI

 

% CAMPANELLA

 

? TALISMANI EDULI

 

_ TRASFORMAZIONE

 

6 TEMPO

 

ù 3

 

v 4

 

I 5

 

T 6

 

7     SETTE

 

 

O  FORMULA

 

L  SPECCHIO

 

N VODOO

 

U CUORE

Postato da: biancolento a 20:07 | link | commenti (3) |

 

Diario

Utente: biancolento

Ultimi Commenti

biancolento in
susibrescia in

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte